Il Corriere della Sera di oggi, 17 aprile 2012, parla di un vero “bollettino di guerra” nella nostra Italia e afferma che centinaia di persone, negli ultimi anni (e nel 2012 i dati sono ancora peggiori), si sono suicidate per colpa della crisi economica. Sì, si parla di bollettino di guerra cioè di caduti in guerra perché, infatti, siamo in guerra. Una guerra senza il solito armamento militare ma non per questo meno violenta. Una guerra crudele che lascia morti, povertà, distruzione… come le guerre di sempre. È una guerra che si combatte ahimè con l’economia.

I nuovi imperatori tiranni esistono. Stanno conquistando il mondo con le armi delle finanze. Hanno provocato la crisi. Stanno impoverendo le nazioni con le strategie belliche della moneta. Nel 2010, Charles Ferguson presentò il film “Inside Job” al Festival di Cannes e al Festival di Roma e fu vincitore dell’Oscar al miglior documentario nel 2011. Questo film indaga le cause della crisi economica del 2008-2010 e mette a nudo la corruzione sistemica negli Stati Uniti attuata dall’industria dei servizi finanziari e le conseguenze di questa corruzione sistemica. In questo documentario, quindi, si spiega tra l’altro come gli strateghi della guerra fredda passarono a lavorare per alcune potenti banche, quando fu superato il muro di Berlino, per creare strategie di guerra finanziaria.

E così fu. E cominciò la guerra tra le banche, le strategie di crediti e fondi derivati e quant’altro. E mentre questi tiranni si sono arricchiti a dismisura, il sistema finanziario è crollato. A questo aggiungiamo che, in Europa, con la strategia della moneta unica, i nuovi imperatori delle finanze hanno indebitato gli Stati, sottratto progressivamente le loro sovranità nazionali, e provocato una destabilizzazione dei mercati. Gli Stati appartenenti, ormai, hanno scarsissime possibilità reali di abbandonare l’euro senza precipitare verso situazioni di isolamento ancora peggiori. Ed ecco il cocktail perfetto che ha distrutto il sistema. Per ricuperare il terreno perso, dicono, è necessario aumentare le tasse ai cittadini, coloro che meno colpa hanno in questa crisi.

Non sanno che con l’aumento delle tasse arretra ancora di più l’economia, si scoraggia l’imprenditoria privata, si ferma la circolazione della moneta, si crea disoccupazione? Direi di sì. Non sanno che lo Stato dovrà venire incontro a questa emergenza sociale con più assistenza se non vuole la rivolta sociale? Direi di sì. E non sanno che facendo così lo Stato si impoverisci ed indebita ulteriormente? Direi di sì. E allora? Perché lo fanno? La risposta che mi viene subito in mente è: per impoverire gli Stati e per impoverire i cittadini sempre di più. Impoverendoli, questi disgraziati, cioè i cittadini e questi Stati, non avranno altra scelta che la richiesta supplicante di nuovi crediti e dunque di nuovi indebitamenti. A chi? A coloro che li hanno impoveriti e che hanno i soldi per poter offrire questi crediti. In parole povere… ci portano verso una schiavitù economica sempre maggiore, una spirale di distruzione di dimensioni colossali.

Questa strategia è molto simile a quella che gli organismi internazionali monetari usarono nei decenni scorsi con i paesi del Terzo Mondo per indebitarli e, quindi, ricattarli continuamente per le loro strategie internazionali di governo mondiale.

I gruppi di potere si arricchiscono sempre di più ed impoveriscono gli altri portandoli gradualmente verso forme di neofeudalismo o di neoschiavismo, mettendoli nella condizione di essere facilmente ricattabili anche in ambito politico, culturale e sociale. Fanno cadere governi, promuovono campagne ideologizzate, manipolano l’informazione, ecc. secondo i loro piani e le loro strategie di controllo.

In queste righe non c’è uno studio scientifico della situazione ma soltanto alcune riflessioni di un dato di fatto che, più o meno, tocca la vita di tutti noi. E ognuno deve prenderne atto. Non sono fantasie, paranoie complottistiche o cose del genere. È una realtà che si sta verificando e che basta aprire gli occhi per vederla: alcuni gruppi bancari strapotenti stanno facendo la guerra agli Stati e gli Stati per combatterla stanno succhiando i soldi ai cittadini… Essere consapevoli è il primo passo per sopravvivere a questa guerra in cui, consapevoli o meno, siamo coinvolti e finiremo sconvolti. Per combattere non sono necessarie le armi. È indispensabile ricuperare, questo sì, l’intelligenza e l’amore per l’autentica libertà. Perché? Per proteggere noi ed i nostri cari e, poi, per essere solidali con le vittime che questo bellico scontro finanziario, per il nuovo ordine mondiale, lasci strada facendo…

P. Miguel Cavallé Puig, L.C.